Temptations Island
Gli occhi sono stropicciati, il caffé (decaffeinato) è finito, sono le tre del mattino e scrivo l’artcolo su Substack per questa settimana consapevole del fatto che dovrei tornare a letto ma non riesco a dormire.
Ho accompagnato mio figlio Ettore alla partenza per un viaggio con la scuola in Finlandia e tra agitazione ed eccitazione, il sonno è scomparso.
Ho letto per mezz’ora ma nulla : il treno del sonno, come lo spiego a chi ha seguito i miei corsi, non entra in stazione.
Allora aspetto, consapevole del fatto che arriverà e che questo momento di pace mattutina, quando tutto è silenzioso e coperto da una tenue luce soffusa, sia prezioso.
Spesso infatti, i momento più proficui per la nostra produttività sono quelli protetti dalla calma della notte : poche distrazioni, minime tentazioni, zero sollecitazioni.
Ho pensato a questo concetto di stimolo e desiderio ‘di far altro’ estesamente indagato dal lavoro scientifico comportamentale di Hofmann e Baumeister : Everyday temptations : An experience sampling study of desire, conflict, and self-control. Journal of Personality and Social Psychology,
Lo studio ha indagato con quale frequenza e intensità le persone sperimentano desideri, quanto questi entrino in conflitto con altri obiettivi e quanto spesso — e con quale successo — venga esercitato l’autocontrollo per resistervi.
In parole semplici, hanno indagato con quale frequenza, nel momento in cui stai portando avanti un compito, il desiderio di fare altro (guardare il telefono, mangiare, bere, fumare, fare sesso) si insinui tra la persona e l’obiettivo che si è posta.
Attraverso un’ampia ricerca di experience sampling, 205 adulti hanno registrato per una settimana 7.827 episodi di desiderio, insieme a misure di personalità (BIS/BAS, autocontrollo di tratto, perfezionismo, entitlement narcisistico).
I soggetti erano dotati di un bip e quando quest’ultimo suonava doveva fermarsi e riflettere sul tipo di desiderio provato, nei trenta minuti precedenti.
I risultati mostrano che i desideri sono frequenti, variabili in intensità e per lo più non problematici. Quando entrano in conflitto con altri obiettivi, tendono a suscitare tentativi di resistenza, con esiti però disomogenei.
In generale la gente lotta tutto il giorno contro i propri desideri, come detto da Baumeister che poi ci ha scritto un libro « il desiderio è la norma, non l’eccezione »
Le variabili di personalità influenzano maggiormente le fasi iniziali del processo (intensità del desiderio e conflitto), mentre i fattori situazionali e interpersonali — come consumo di alcol, presenza di altre persone o di individui che hanno già messo in atto il desiderio — incidono soprattutto sulle fasi successive (resistenza e messa in atto del comportamento).
Quindi se arriva il barlume di una pausa e vedo un’altra persona che lo fa guardando il telefono, è fortemente probabile che il mio comportamento sia influenzato da ciò che vedo, in senso positivo, come mangiare un frutto, ma anche negativo come accendersi una sigaretta.
Nel complesso, lo studio offre una prospettiva dettagliata sui desideri quotidiani e sui meccanismi di autoregolazione, tra successi e fallimenti.
I desideri più frequentemente ritrovati possono essere classificati sotto la categoria : alimentazione, sonno e sesso. Potrete certamente argomentare che invece riuscite ad avere un lavoro più profondo e preciso perchè riuscite a gestire il desiderio grazie alla forza di volontà.
In realtà, come lo stesso psicologo tedesco sostiene « la vostra volontà è limitata e diminuisce man mano che l’utilizzate » .
Mi sono vista proiettata in aula studio in via Mortara a Ferrara, nel sottotetto, dove mi posizionavo in modo da non vedere la gente che entrava, telefono spento ( se si potevano chiamare telefoni non erano certo l’hub center di oggi) testa bassa sui libri in uno studio matto e disperatissimo. Vittorio Alfieri e Baumaeister, sono con buona probabilità l’uno la reincarnazione dell’altro.
La volontà è un muscolo e come tale ad un certo punto si affatica : con il tempo le distrazioni finiscono per tentare in una routilante Temptation Island ( programma che per inciso non ho mai guardato di cui sono a conoscenza solo per i simpatici resumé di Matteo Curti su radio Deejay) .
Qualsiasi siano le intenzioni se le abitudini di autocontrollo e di « architettura delle abitudini » non seguono finirete per cedere.
Sii architetto delle tue abitudini
Il concetto di architettare il proprio ambiente è un punto chiave del libro ‘Atomic habits ‘ di James Clear.
L’ambiente è la mano invisibile che plasma il comportamento umano
Ci piace pensare che abbiamo il controllo su tutto ma in realtà è spesso il commercio che controlla le nostre azioni.
Il corpo umano ha circa 11 milioni di recettori sensoriali, di questi, 10 milioni sono utlizzati per la vista.
Gli occhi hanno un tempo di vantaggio decisivo rispetto agli altri sensi: la vista svolge un ruolo prioritario e d’anticipo sugli altri sensi e questo è valido dal piatto che ci serviamo alla studio nel quale lavoriamo. T. Wilson ,autore di Strangers to Ourself: discovering the adaptative uncoscious, 2004, ha spiegato che il nostro sistema mentale d’inconscio adattativo è sistema rapido ed efficiente che elabora automaticamente molte informazioni, aiutandoci a prendere decisioni e ad agire senza che ne siamo consapevoli.
Creare l’ambiente per riuscire è una strategia che vince su forza di volontà e routine .
Se l’obiettivo è fare sport al mattino al risveglio , gli abiti debbono essere preparati sul termosifone del bagno, il tapettino srotolato in soggiorno, e il telefono mantenuto spento, come si dice ‘lontano dagli occhi, lontano dal cuore’.
Se l’obiettivo è mangiare più sano, la vista è il senso che vedrà la frutta di stagione e permetterà di prendere inconsciamente la decisione di mangiare quella piuttosto che una merendina ( vale anche, ça va sans dire, per i bambini).
Se l’obiettivo è scrivere un libro, la stanza dev’essere priva di distrazioni. Con l’ambizione di divenire un giorno anche una scrittrice, leggo con piacere di scrittori che si ritirano in cottage inglesi sperduti e scrivono capolavori : non è un caso.
Lessi qualche tempo su come Jane Austin scrisse una prima stesura di Orgoglio e Pregiudizio nel 1797 ma poi a causa di traslochi, lavoro per la scuola del padre, problemi economici, riuscì a completarlo nella bellezza della quale tutti noi oggi possiamo godere, solo dieci anni dopo quando si stabilì in un cottage ad Chawton dove la calma e la maturità acquisita permisero di sviluppare il capolavoro.
Per concludere, considerando dunque il tema del mese che è il tempo e la consapevolezza di come lo spendiamo, va detto che le sirene cantano, o meglio strillano, costantemente. Non ci resta che farci legare al palo come Ulisse per evitare di raggiungere Tempation Island e di approdare sani e salvi ad Itaca.
Nel prossimo articolo vedremo maggiormente nel dettaglio quali sono le modalità.
Nel frattempo, Buona vita! miei adorati lettori.
Con gratitudine,
Viola
Ora ritorno a letto, il treno è arrivato in stazione.



Quando apro la posta e vedo che c'è un tuo scritto inizio meglio la mia giornata.
Fa molto pensare tutto ciò che ho letto, e da anziana, la prima cosa che mi viene per reazione è una frase che sentivo dire a mia mamma:... com' era tutto più semplice anni fa , i tempi erano più lenti, le giornate sembravano più lunghe, e, avevamo molte meno distrazioni...🤷
Buona vita anche a te❤️
Grazie per questo articolo, fa iniziare la giornata con una consapevolezza diversa.
Buona continuazione ❣️